L’amalgama dentale fino a qualche anno fa era il materiale per le otturazioni più utilizzato in odontoiatria. È una lega metallica formata da argento, rame e zinco, miscelati con il mercurio liquido poco prima dell’uso orale. Per via del suo colore viene chiamata anche argento dentale o piombatura.
Solo da pochi anni l’amalgama è stata sostituita da rivoluzionari materiali compositi estremamente più estetici ed efficienti.

Un grave problema estetico
Il problema più visibile e fastidioso dell’amalgama è il suo colore metallico che spesso tende a ossidarsi e diventare nero. L’argento dentale macchia indelebilmente anche la parte sana del dente, rendendo grigio l’intero molare anche una volta rimosso il metallo.
In diverse parti del mondo sono sempre di più i pazienti che ne richiedono la rimozione e aspirano ad avere nuovamente i denti bianchi.
Un pericolo per la salute
Da circa vent’anni le ricerche sulla tossicità dell’amalgama sono aumentate in numero e autorevolezza, e sono molti i paesi in cui ormai è vietata o se ne sconsiglia l’uso.
Nel 2001, in Italia, l’ex Ministro della Sanità Sirchia emanò un decreto, poi diventato legge, che regolamenta l’uso dell’amalgama: il decreto riconosce la tossicità del mercurio utilizzato nella lega metallica e le sue caratteristiche di corrosività, raccomanda a tutti gli operatori di evitarne la posa e la rimozione in pazienti con allergie, durante la gravidanza e l’allattamento, su bambini sotto i sei anni d’età, e in pazienti con gravi nefropatie.
Le otturazioni in amalgama “sudano” mercurio
Il mercurio impiegato per l’amalgamazione è sempre e necessariamente in eccesso, poiché deve agire da solvente ed essere in grado di bagnare tutta la massa della lega in polvere.
A questo eccesso di mercurio va ad aggiungersi quello liberato progressivamente dall’amalgama man mano che le fasi metalliche iniziali si trasformano in quelle tardive, meno ricche di mercurio.
Il rilascio di mercurio da parte delle otturazioni in amalgama è da imputare quasi interamente a questo fenomeno fisico. Sulla superficie delle otturazioni, quindi, sono presenti micro gocce di mercurio, vapore di mercurio elementare (Hg0).
Per capire il grado di nocività basti pensare che le misurazioni dell’aria espirata da persone che hanno otturazioni d’argento dimostrano una concentrazione di mercurio tre volte superiorerispetto ai pazienti che le hanno sostituite con i compositi e gli intarsi.
L’amalgama si può rimuovere in modo sicuro
Esistono degli ausili e delle tecniche che permettono di ridurre considerevolmente il livello di esposizione ai vapori di mercurio a cui sono sottoposti i pazienti che desiderano rimuovere una o più otturazioni in amalgama:
- aspirazione forzata dei vapori: è il primo ausilio che riduce drasticamente la quantità di mercurio respirata
- diga di gomma: permette di isolare le mucose della bocca e ridurre l’assorbimento diretto nel circolo e la possibile deglutizione di metallo
- uso di frese specifiche: facilita la rimozione dell’argento in un blocco unico (diversamente dalla polverizzazione) e riduce i tempi di esposizione
La soluzione ai gravi inestetismi
Nella maggioranza dei casi le otturazioni d’amalgama vengono sostituite con le moderne ricostruzioni in composito. Si tratta di materiali in continua evoluzione composti da resine speciali rinforzate con “riempitivi” inorganici che amplificano le caratteristiche fisiche e estetiche.
In condizioni di grave difetto estetico ricorriamo alle capsule in ceramica integrale o alla tecnica degli intarsi. L’avvento della tecnologia CAD CAM ha reso queste procedure estremamente confortevoli per il paziente.
In tali circostanze il risultato estetico è realmente entusiasmante.
La ricostruzione diretta subito dopo la rimozione dell’amalgama
La ricostruzione diretta è una procedura che permette di stratificare il composito immediatamente dopo la rimozione dell’argento, in un’unica seduta.
Si tratta di una tecnica delicata che necessita obbligatoriamente della diga di gomma, di sistemi ingrandenti e molta precisione.
I moderni materiali compositi riproducono in modo eccezionale il colore e la brillantezza dei denti naturali.
Si dividono in 3 categorie:
- Flowable o fluidi: sono in genere il primo strato, eliminano gli effetti della sensibilità post operatoria e rendono la ricostruzione più elastica
- Dentine: formano il cuore della ricostruzione, simulano il colore della dentina naturale che determina il colore base del dente
- Smalti: ricoprono la dentina, creano uno strato incredibilmente duro, danno la forma finale al dente e la sua luminosità
Durante la stratificazione il dentista si trasforma in uno scultore e in un pittorecontemporaneamente.
Strato per strato si utilizzano colori ed effetti differenti per ottenere il massimo risultato mimetico.
Dopo ogni stratificazione il composito viene indurito con una speciale lampada che emette luce blu per 10-20 secondi.
I risultati estetici sono spesso sbalorditivi e la durata è estremamente lunga, in particolare quando si associa il programma della Card Igiene.
Gli Intarsi e Ceramiche intergrali: più belli del dente naturale
Si tratta di due metodi straordinari per il recupero dei denti che hanno perso gran parte della loro struttura.
Nello studio di Kedos Dentisti vengono realizzati mediante la nuova tecnologia CAD CAM.
Mediante la BLU-CAM e i software CEREC la costruzione del restauro avviene in 3D, attraverso un processo completamente digitale.
Non sono più necessarie le temutissime impronte e i tempi di realizzazione si riducono al minimo.